antologia della Collezione Battolini
Presentazione

La mostra "Diario di un critico. Antologia della Collezione Battolini" non è solamente un doveroso omaggio all'attività di collezionista di Ferruccio Battolini e della sua gentile consorte Anna Maria Meoni, è anche un percorso a ritroso nella storia culturale recente della Spezia. Le circa 500 opere donate dai coniugi Battolini andranno a formare un pilastro essenziale del costituendo Centro d'Arte Moderna e Contemporanea che aprirà i battenti nel 2002 nella sede dell'ex tribunale. E grazie a questa donazione arricchita da quella di circa 1000 volumi destinati alla Biblioteca d'Arte - la città potrà riscoprire il suo Novecento, le passioni, le angosce, le conquiste viste attraverso la lente dell''arte e attraverso la severa selezione di un critico militante come Battolini. Crediamo che il senso di questa donazione stia fondamentalmente nei principi di vita che hanno ispirato Ferruccio e Anna Maria, principi di solidarietà, di cooperazione, di solidarietà arricchiti da un senso civico che ancora oggi è di esempio difficilmente imitabile. Battolini ha dispiegato tutta la sua esistenza,tutta la sua formazione e la sua carriera nell'ambito pubblico,diventando assessore e poi direttore delle Biblioteche civiche. La donazione è dunque una conseguenza di quello spirito pubblico. Collezionando pensava evidentemente non a un tornaconto personale o familiare, bensì a una utilizzazione pubblica della sua collezione. Così sarà, ora e sempre, cominciando dalla mostra della Palazzina delle Arti e finendo con il Centro d'Arte Moderna e Contemporanea. Non a caso la bibliografia degli scritti di Battolini è intitolata Tra memoria e progetto, poiché la progettualità più viva si sviluppa su un filo di presenza attiva che attraversa le epoche e il tempo. Quel filo forma la natura delle comunità in un percorso irto di ostacoli, di momenti belli e brutti, di periodi fiorenti e decadenti. Oggi che la città sta recuperando il suo cuore, recupera anche la sua anima. Dentro quell'anima c'è posto per l'attività - spesso oscura - di formazione dell'identità cittadina e di conservazione della memoria cittadina a cui Battolini ha dedicato gran parte dell'esistenza.

La mostra della Palazzina delle Arti e la successiva collocazione delle opere della donazione al Centro di Arte Moderna e Contemporanea coronano oltre cinquant'anni di attività professionale e di passione-culturale di Ferruccio e di Anna Maria. Attraverso le tele della collezione si inquadra la storia di questa città, in particolare nel suo secondo Novecento: il Premio del Golfo la palestra del critico,le mostre,gli avvenimenti culturali,i movimenti, l'avventura di tanti artisti. L'itinerario sottintende la coscienza critica della città, la sua capacità di far cultura anche negli anni del dopoguerra, nei frettolosi decenni di rapida ricostruzione e quindi nei tormentati periodi di fine secolo. Le scelte di Battolini critico, militante, operatore culturale appaiono non scontate, antiaccademiche e innovativi, tali da permettere il dispiegarsi di una cultura di città. Il fine è stato quello di traguardare La Spezia lontano dal provincialismo. Ciò che La Spezia è e vuole essere adesso rappresenta, senza scarti di memoria, ciò che è stata prima. Senza figure come Battolini avremmo rischiato di trasformare una fetta importante della nostra storia artistica in un buco nero.Con questa donazione, dunque, Battolini e sua moglie completano una presenza attiva in città che ancora oggi si esplica nell'infaticabile lavoro che i coniugi profondono nell'Associazione "Arte e libertà"non a caso nata coniugando due valori irrinunciabili per Ferruccio e Anna Maria Battolini.

Giorgio Pagano Sindaco della Spezia
Marco Ferrari Presidente Istituzione per i Servizi Culturali